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mercoledì 27 febbraio 2013

Italia si, Italia no - di Marco Musso

Italia, paese di mentalità circense, in equilibrio tra l'apparire, l'imitare qualcun altro per limitare ogni azione, ostentando la lamentela come gonfalone di ribellione. Paese di acrobati, pagliacci, fanti e re, che colgono solo come impulso di virilità l'insulto verso le regole e l'equità.
Una Nazione si distingue sul valore, sull'impegno nella crescita comune, nell'evoluzione che traina tutti, produttori e consumatori. L'Italia è un paese vecchio, ancorato sugli interessi personali, fatto da persone pronte a vendersi per un favore, è un paese provinciale di mentalità, concentrato sull'immediato, sull'attuale, che ignora la ricerca per la pigrizia di non cambiar nulla. L'Italia è il paese che si crede furbo ma dimostra di essere la periferia del terzo mondo. Non preoccupatevi, accendete la televisione e investite nella lotteria la vostra ragione, latte e biscotti che domani sarà migliore. 

Marco Musso.

lunedì 18 febbraio 2013

Ti sposerò - di Marco Musso


Ti sposerò
questa notte sulla luna,
dove il sole di riflesso
colora il sogno d'utopia.
Ti sposerò come fanno gli uccelli,
che si lanciano nel vuoto certi
che quel che hanno da perdere
è solo il peso della gravità.
Ti sposerò come vuole natura
quando due semi unendosi danno luce ad un fiore
unico in particolarità,
un fiore colmo dei nostri colori,
di quelle sfumature che solo noi sappiam colmare,
di quell'amore che non è consuetudine
ma come alba porta ogni volta un tonfo al cuore.
Ti sposerò oltre i confini terreni,
in quello spazio ricco come tela
di luoghi da colorare,
forte come vela capace
col vento di farti decollare,
infinito come il tempo
come il mio amore,
che non lo puoi arginare.
Ti sposerò nel futuro,
come già avvenuto nel passato,
perché non esiste regola al viaggio,
perché le stazioni le scegli tu,
perché la sicurezza non è ostilità
ma l'apertura di un cuore che in generosità
conquistandoti si è lasciato conquistare.
Ti sposerò questa sera sulla stella
che nell'infinita intensità coronerà l'unione delle nostre anime
divise nel tempo ed unite nell'infinito amore.

Marco Musso Milano 15 febbraio 2013 20.26

pubblicata da Marco Musso il giorno Lunedì 18 febbraio 2013 alle ore 19.22

venerdì 15 febbraio 2013

La Vita Universale - di Marco Musso


Scorre il dito sopra ogni fessura,
come se in sorpresa
dal ruvido dovessi scoprire qualcosa,
un passaggio,
un mondo nuovo
da dove poter osservare
l'evolversi del mondo.
Poi d'un tratto il fiato si fa corto,
come catturato dall'emozione
ed in maturità s'illumina
sul volto la ragione.
La vita in equità non conosce differenze,
migliori o peggiori
la vita è un'asta tesa
nel perdurare del tempo,
in equilibrio sull'emozione.
La vita è la bilancia della relazione.
È la connessione col mondo e col prossimo
dove confini e limiti son da noi stessi creati.
In ogni ambito la vita si mostra a te come brivido improvviso
in equilibrio tra illusione e realtà.
Siamo noi a confinare ogni emozione
in pesi e misure,
veicolando il nostro agire
in base alla propensione del nostro vivere.
In amore l'equilibrio è dato da quanto in sincerità è donato.
In assenza di libero trasporto
più uno da e meno l'altro ricambia l'equilibrio.
La vita ti offre lo spazio per la maturazione e il libero scambio.
In equilibrio
più uno ama e più l'altro odia,
più un popolo si arricchisce e più un altro dovrà impoverirsi,
più uno è votato all'onestà e più altri in assenza se ne approfitteranno.
La vita è così,
un patto universale,
l'occasione per cedere
offrendo spazio al prossimo per crescere.
Tutto il resto è limite umano,
tra timori ed egoismi.
La vita è così,
più ami e meno temi,
più odi e più ti areni,
più vivi la vita e meno paura avrai della morte,
più abusi della sopravvivenza e più avrai il timore
di perdere i quattro pugni di sabbia raccolti
in una vita nella rabbia.

Marco Musso - MIlano, 15 febbraio 2013 10.27 a.m.

pubblicata da Marco Musso il giorno Venerdì 15 febbraio 2013 alle ore 11.55

mercoledì 13 febbraio 2013

Sospensione - di Marco Musso

Esiste una sottile linea,
cristallina come la proiezione della luce,
intensa come la sua natura,
fragile come il cuore
innanzi all'arroganza ed alla finzione
che ti regge in equilibrio sulla vita
in base alla tua attitudine,
alla tua capacità di mirare la meta all'orizzonte
e non di chinar il capo alla paura di cadere.
Questo filo di sospensione,
leggero come il sottile sospiro
che dal cuore eleva un sorriso
si chiama amore.

Marco Musso

Milano, 10 febbraio 2013 20.40

pubblicata da Marco Musso il giorno Mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 2.24 

In fondo l'essere - di Marco Musso

Gli esseri umani sono incapaci di vivere in libertà,
nella piena apertura di vita e comunicazione.
Antepongono la propria posizione al prossimo
imponendo abiti e concetti
che limitino i meno audaci
a scafandri di stereotipi,
dove donne e uomini
siano cloni di un piano
che non faccia pascolare la libera comunicazione
per dar buoni frutti.
Così si redigono pagelle di valutazione,
gonne per le donne,
squadre fatte a veli
e bandiere per comunicare
il forzato limite di ogni relazione.
Marco Musso

Milano, 12 febbraio 2013 20.27

pubblicata da Marco Musso il giorno Mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 2.20

La vita eterna - di Marco Musso

Son morto
come ogni giorno la sera
quando il sole nel suo ultimo impeto di luce
si tuffa nell'oscurità per generare
il calore del sogno e di ogni perplessità.
Son morto troppe volte
per donare quel che d'arroganza
il potere non poteva mostrare.
Or la paura non è più la mia
perché da perdere rimane per me solo la gravità sotto i piedi,
or che in relazione il terreno non è più lo stesso,
ora che nel pugno rimane solo l'essenza
di quel che non puoi più afferrare,
come il calore su lenzuola che lentamente svanirà,
come ogni affronto che dal dolore
sul mio viso in sorriso si illuminerà.
Un corpo può vivere,
crescere, attraversare atmosfere,
può reggere, reagire,
soffocare il dolore,
può alzarsi, piegarsi,
affrontare gli eventi,
può possedere o in forza essere posseduto
nella brevità del tempo
che il sogno concede alla vita.
Alla fine dei conti non resta che il contenuto,
semi impiantati nella terra
con la profondità per rifiorire,
pugni di sabbia per chi usa la rabbia,
luce e calore per chi vive l'amore.
Alla fine si vive per imparare,
capire, aiutare, provare a risalire,
si lotta per trasformare il peso del concreto
per tornare a volare.
Alla fine la vita in equilibrio ti porta,
corpo al corpo,
amore all'amore.
Resta solo la scelta del viaggio,
tanto domani come il mio profumo,
sarò svanito e di me resterà la voglia di vita,
che riluce per chi ha saputo guardare,
capire, cercare come sogno del mondo,
per ritrovarmi ogni sera in una stella
o in una manciata di lucciole
come vita eterna.

Milano, 11 febbraio 2013 01:15 a.m.

pubblicata da Marco Musso il giorno Mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 2.10

Candida sete - di Marco Musso

Vola come turbine,
come evoluzione di carnevale,
il candore che nel vuoto si propaga
danzando come la vita
tra la leggerezza del calore e l'aggrapparsi del freddo umore,
come lotta tra forza e arrese,
tra luce ed ombra,
come connubio della contrarietà,
come la necessità della diversità
per segnare il passo ed evidenziare scelte e posizioni,
come equilibro sulla sincronicità,
come relazione tra la vita e la morte,
come passo che nel futuro si propaga
per mutare in fatica e panorama.
La vita è come corda di violino,
come strumento per struggersi
tra malinconia e passione,
nell'abrasione che genera una nuova canzone,
profonda come la pressione della passione,
leggera come il sospiro che in sorriso
accompagna il disegnarsi di un nuovo mattino,
come la voglia di scrollarsi di dosso fardelli
che rallentano la corsa per la vita,
la leggerezza dell'essere,
una melodia infinita
che incide ogni istante di elevazione,
ogni pentagramma di eccitazione
da scolpirsi in note che suoneranno all'infinito
di bocca in bocca nell'amore della condivisione
di questa eterna emozione.
E saranno ancora corse,
tuffi nelle calde emozioni,
spruzzi di illusione,
ondate d'amore.
Sarà ancora il sole a sbocciare nello sguardo
di chi pesca dai rami in assenza di gravità
l'essenza della vita e della primavera,
il rinascimento di questo cuore
che come lenzuolo al vento si lascia accarezzare
dalla pazzia di urlare al cielo la propria intimità
e la comune utopia,
la capacità di ridere nel pianto,
di commuoversi in un sussulto di fragilità,
come quel brivido che si tatua sulla pelle
quando non ti senti più uomo
ma solo amore.

Milano, 11 febbraio 2013 20.04

pubblicata da Marco Musso il giorno Mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 2.04

Il merito - di Marco Musso

Si inseguono parole,
tracce su di un intonso foglio
che d'inchiostro prende le distanze dal reale
ponendo limiti al percepire,
giudicante come un essere che antepone
le proprie necessità al valore del crescere.
Questa società si è spenta sulla valutazione,
sulla classificazione di cose e persone.
L'immobilità mentale di chi si pone al mondo
in base al preconcetto di un voto
che possa soffocare le paure,
che possa generare dittatori con le piume,
come contenitori che nel tempo conservino il potere,
il volere del prevalere sullo sviluppo
con un paletto d'arresa.
Nasce così il giudizio,
la carenza della maturazione,
l'illusione di premere ogni bottone
che possa sobillare folle
sventolando ed ostentando una valutazione.
Non esiste l'evoluzione che non sbocci
come elevazione dell'impegno personale
qualunqe sia stato il risultato finale.
Non esistono troni infiniti,
imperi liberi costruiti sulla capacità di migliorare,
sull'attuazione della stimolazione intellettuale.
Nell'oscurità campano esseri giudicanti
incapaci dello sforzo del comprendere
che in natura la vita vince nello sforzo
e non nella capacità di ricoprirsi di una luce riflessa
non generata dal sole.
Ode a te che lotti,
che nella sconfitta sei vincitore nell'impegno,
che riluci di onestà,
che sei il migliore perché te stesso
e non clone di un numero o di un cliché.
Questa ode è dedicata a te,
a te che nel tuo piccolo mi hai reso fiero
nell'avermi donato in un gesto
tutto il tuo impegno.

Milano, 12 febbraio 2013 20.06

pubblicata da Marco Musso il giorno Mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 1.59

Il perdono - di Marco Musso

Il perdono
è il dono più grande dell'amore,
la capacità nelle nebbie di guardare altrove,
la forza ritrovata,
la volontà rigenerata,
il faro che intaglia la cecità della notte
per puntare la profondità e non l'abbaglio di riflessione.
Il perdono è lungimiranza,
coraggio, capacità di scavare dopo aver raschiato il barile
e ritrovarvi li il pozzo inesauribile del cuore,
la forza di spingere all'estremo quel passo
perché nel donarsi hai salvato una vita ancora.
Il perdono come l'amore non lo puoi comprare,
trovare annaspando tra i cocci come oggetto smarrito,
superflua suppellettile con arroganza da ignorare.
Il perdono non è forzatura ma è come l'amore
un soffio sincero che lento liberi
aprendo in onestà i tuoi polmoni.
Il perdono è tra gli stati più alti del cuore,
la rappresentazione che non siamo oggetti,
che non siamo scuse,
che non siamo manichini governati dalla paura.

Milano, 01 febbraio 2013 09.09 a.m.

ubblicata da Marco Musso il giorno Mercoledì 13 febbraio 2013 alle ore 1.51

sabato 2 febbraio 2013

Nostalgia - di Marco Musso

Nostalgia che accompagni
come pioggia sui cristalli
questo inverno che fa capolino
dalla fiestra ad ogni mattino.
Nostalgia ripudiata dal mondo
come fossi la causa,
il deperimento in un torto,
io qui ti accolgo su un campo strappato
dall'inverno, dal gelo,
da ogni stato d'umore che in te ritrova
il valore e la propria dimensione.
La forza che soffia di ricordi dal cuore
prende forma nel tuo profondo
ed in te sfiorandoti si commuove.
Nostalgia
non abbandonarmi perché
in te vorrò ritornare a ridere,
come controsenso della vita,
dell'amore,
come il vero innamorato che vestito nell'odio
cela nella rabbia il provato valore ed amore.
Nostalgia
io ti vorrò sempre accanto,
con la gioia, la tristezza,
con la follia e con la dolcezza
perché non c'è vita completa,
libertà piena
se non adori ogni elemento
di questa pazza e surreale atmosfera.

Milano, 02 febbraio 2013 09.47 a.m.

 pubblicata da Marco Musso il giorno Sabato 2 febbraio 2013 alle ore 12.42

L'alcolista nella bottiglia - di Marco Musso

Sorge la luna,
pallida come la tensione nelle mani,
pallida come la definizione dell'orizzonte,
della prospettiva di me e del mio domani,
di quel filo sottile come le possibilità,
fragile come seta in preda alla paura.
Sono così in equilibrio,
in bilico su questa mia forza
che sento venir meno
tutte le volte che la chiedo.
Con quelle vibrazioni e timori che oscillano su questo cuore
che voleva solo donarsi com'è,
come pezzo di pane da condividere,
come mano che voleva stringere te
per sollevarti e non ritrovarsi ad essere sollevato.
E così ti sfugge sotto le dita la vita,
le scelte, l'amore e l'orgoglio,
scorre come fiume dalla foce,
come ombra dissolta nel sogno al sopraggiungere della sera.
Trema la mano, trema il mio cuore,
crollano nella confusione delle parole quelle idee
che avevo scolpite in testa,
incise ed intagliate in fondo,
li ora coperte dalla foschia di questo essere
l'inverno dell'animo.
Tutto parte da qui,
avvolto nella coperta dell'incertezza
mi si annebbia la vista,
perdo il contatto con le mie convinzioni
e nelle voci che mi rimbalzano in testa
sfondo il pavimento del mio vivere genuflesso
innanzi a quel che mi dicevi.
Corri e scappi dalle paure,
nei corridoi dell'anima verso quella luce
che in sfida si defila dal reale.
Tu con la mano a cercare il vento stringi
in pugno quel fazzoletto pregno del tuo vivere,
di quelle lacrime che trasportano parole e tutte le tue idee,
ideali e sogni come stesi su vele alla ricerca della forza della vita,
come messaggio chiuso come bimbo in una bottiglia,
contenitore che per ironia trasformava
le mie fragilità di natura in calore d'ebbrezza,
colmo di quel sangue che alimentava l'illusione,
soffocava nella nebbia le paure
che io non sia uguale a voi.
Così rinchiudevo in quella bottiglia la mia richiesta d'aiuto,
la mia scelta di non sentirmi uguale,
degno del medesimo spazio concesso al mondo,
a chi mi ha umiliato, a chi più fragile di me
ha avuto la superbia di difendersi distruggendomi.
Davanti a questa vita che corre via
io lascio il mio messaggio e la mia richiesta d'aiuto
chiuso nella bottiglia,
protetto in quel liquido che riesce a confondere le mie lacrime
nel colore caldo del cuore,
con discrezione ed umiltà per non farsi vedere,
perché quella spalla non c'è,
perché ad ogni bracciata affondo in questo liquido
che come marea mi illude di sfiorare la riva e mi trascina via.
Qui mi accontento di appoggiarmi allo spirito della sconfitta,
almeno non può ferirmi come una realtà a brucia pelo,
almeno è coerente con la sua natura
e il suo progetto di naufragare nell'intangibile,
sul cielo libero come dirigibile.
Lontano da tutto e da tutti,
lontano dal passato e dal futuro,
sottovoce ti urlerò la mia paura,
la mia voglia di normalità,
la speranza di possibilità,
la consapevolezza di non aver mai voluto nuocere a nessuno,
della rabbia di essermi sentito abbandonato dalla vita stessa
che ho sempre amato,
che non sono mai riuscito a difendere,
che ho inseguito, a cui ho lasciato il mio biglietto di scuse e di paure,
in quella bottiglia che ora galleggia portandosi via l'anima mia.
Io ti amo vita mia, io ti voglio vita mia,
io voglio essere me stesso, io voglio che tu,
stappando questo scrigno,
legga questo messaggio,
questa richiesta d'aiuto
e afferrando questa mano e sfoderando il tuo sorriso
come alba del nuovo mattino mi dica
"Benvenuto amico mio, qui non esiste il passato."

Milano, 02 febbraio 2013 08.25 a.m.


pubblicata da Marco Musso il giorno Sabato 2 febbraio 2013 alle ore 12.21